Aprire un asilo per cani o un pet hotel è oggi una delle scelte imprenditoriali più interessanti per chi ama lavorare con gli animali e vuole entrare in un settore in continua espansione. Il bisogno di servizi dedicati alla cura, al soggiorno e al benessere dei pet è cresciuto esponenzialmente, soprattutto tra i proprietari che lavorano a tempo pieno o che viaggiano spesso.
Ma quale tipologia di struttura è più adatta alle tue ambizioni? Quali sono le normative da rispettare? E quale formazione è necessaria per essere in regola e offrire un servizio di qualità? In questa guida pratica in formato FAQ, rispondiamo alle domande più frequenti che riceve chi desidera aprire un’attività legata all’accoglienza degli animali.
Meglio un asilo per cani o un pet hotel? Qual è la differenza sostanziale?
Un asilo per cani è una struttura diurna, simile a un nido per bambini, dove i cani trascorrono qualche ora o l’intera giornata, in compagnia di altri cani e sotto la supervisione di operatori esperti. I servizi offerti includono passeggiate, giochi, momenti di riposo, socializzazione e, in alcuni casi, attività educative.
Un pet hotel è invece una struttura ricettiva vera e propria, pensata per la permanenza notturna e per periodi più lunghi, come nei weekend o durante le vacanze. Deve disporre di box individuali, spazi per il movimento, aree separate per specie diverse (cani, gatti, piccoli animali) e un’organizzazione che garantisca assistenza e pulizia 24 ore su 24.
La scelta tra le due dipende dalla domanda del territorio, dalla disponibilità economica e dalla tua predisposizione a gestire l’animale solo di giorno o anche durante la notte e nei festivi.
Quali sono le normative da rispettare per l’apertura?
In Italia non esiste una normativa nazionale univoca per le strutture come asili per cani o pet hotel, ma le regole vengono stabilite a livello regionale o comunale. In generale, è obbligatorio presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune, in cui si dichiarano gli estremi del locale, la destinazione d’uso, i requisiti igienico-sanitari e la tipologia dei servizi offerti.
Il locale deve essere idoneo dal punto di vista strutturale: spazi separati per riposo, gioco e alimentazione, materiali lavabili e sanificabili, sistema di areazione e illuminazione adeguato. Ogni box o area deve rispettare le metrature minime indicate dalla normativa locale, sia per i cani di piccola che di grande taglia.
È necessario notificare l’attività alla ASL veterinaria, che può effettuare controlli per verificare il rispetto delle norme igienico-sanitarie e del benessere animale. Inoltre, se si ospitano più animali contemporaneamente, può essere richiesto un regolamento interno e un piano di emergenza per incendi o fughe.
Serve una qualifica per aprire un asilo per cani o pet hotel?
La legge non impone al momento una formazione obbligatoria per aprire un asilo per cani o un pet hotel, ma è fortemente consigliato seguire corsi professionali in educazione cinofila, gestione del comportamento, primo soccorso veterinario e igiene animale. Chi opera a contatto diretto con gli animali deve avere conoscenze solide non solo sul piano pratico, ma anche su quello emotivo e relazionale.
Esistono percorsi di formazione riconosciuti da enti e associazioni nazionali che rilasciano certificazioni professionali, molto utili per accreditarsi presso i clienti e garantire un servizio di qualità. In molte regioni italiane è richiesto almeno un attestato di competenza nel curriculum del titolare o del responsabile della struttura.
Quanti cani si possono ospitare? Esistono limiti?
Il numero massimo di animali ospitabili dipende dalla metratura dei locali, dalla tipologia dei servizi e dalle disposizioni comunali. In linea generale, ogni cane deve avere uno spazio sufficiente per muoversi, riposare e socializzare in sicurezza. Le strutture più grandi possono arrivare a gestire anche decine di cani contemporaneamente, ma solo se il personale è adeguato e l’organizzazione interna garantisce assistenza, igiene e benessere.
In alcuni Comuni viene stabilito un rapporto minimo tra numero di animali e numero di operatori presenti nella struttura. È importante documentarsi prima dell’avvio, per evitare sanzioni e per garantire un servizio realmente efficace.
Ci sono differenze nei permessi tra attività domestica e professionale?
Aprire un piccolo servizio di asilo per cani in casa propria è possibile, ma non è esente da regole. Anche in questo caso serve una SCIA e l’autorizzazione ASL. Inoltre, la casa deve avere uno spazio esterno o interno idoneo e accessibile solo agli animali accuditi. Le limitazioni sono maggiori, e spesso il numero di animali gestibili è molto ridotto.
Aprire una struttura professionale in un locale commerciale o agricolo offre invece maggiore flessibilità, possibilità di crescita e accesso a convenzioni e collaborazioni con veterinari, educatori o altri servizi pet care.
Quanto costa avviare un’attività del genere?
Il costo iniziale dipende dalla dimensione, dalla location e dalla tipologia di servizio offerto. Un asilo diurno per cani richiede meno spese rispetto a un pet hotel con box e pensione notturna. Occorre considerare: affitto del locale, ristrutturazione, attrezzature (recinti, cucce, sistemi di pulizia, ciotole, giochi), assicurazioni, spese burocratiche e corsi di formazione.
È importante predisporre un business plan dettagliato, valutando anche eventuali forme di finanziamento o bandi per l’imprenditoria giovanile o femminile.
Conclusioni
Aprire un asilo per cani o un pet hotel è un progetto che unisce passione e professionalità. Le normative esistono, ma variano a seconda del territorio. Per lavorare bene e in regola, serve una base solida di competenze, una struttura adeguata e una gestione organizzata e consapevole.
La formazione è ciò che fa la differenza tra un servizio improvvisato e un’attività capace di offrire sicurezza, fiducia e qualità. E il cliente, oggi più che mai, sceglie chi sa prendersi cura davvero del suo animale.